Accordo a Prato

Gli Amici della Rosa per L’Italia di Prato informano che nei giorni giorni hanno stretto un accordo con il Partito Democratico della Provincia di Prato che comporta da parte nostra di sostenere i canditati a sindaco della stessa città di Prato On. Matteo Biffoni, dei comuni della Provincia in cui si vota: a Montemurlo il candidato pd ed ex sindaco uscente Lorenzini; a Vaiano il candidato a sindaco pd ex vice sindaco ed ex PPI/margherita Bosi, a Vernio e Cantagallo il candidato ex nuovo del pd. Da parte nostra ci stiamo impegnando a Prato ed in tutta la provincia per l’affermazione del Centro-sinistra. Abbiamo presentato in tutte le liste nostri rappresentanti ed abbiamo stretto un accordo che prevede a Prato, ma non solo, la nostra presenza in caso di vittoria al governo della città. Credo che personalmente ed insieme agli Amici abbiamo costruito una solida alleanza per il futuro portando le nostre idee ed il nostro pensiero direttamente al governo ossia la dove si decidono i provvedimenti. Sta a noi ora far emergere questa nostra rappresentanza in maniera forte e coesa.

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Ripensare la Rosa di Savino Pezzotta

Care amiche e amici,
Colgo l’occasione di questa nota, con cui cerco di fare il punto della situazione del movimento, per formularvi i migliori auguri di BUONA PASQUA, che vi prego di estendere alle persone che vi sono care.
NOTA
A nessuno di noi è sfuggito come dalle elezioni politiche dello scorso anno a oggi, lo scenario politico italiano abbia subito delle profonde trasformazioni che segneranno anche il prossimo futuro. Si sono innescati processi che possono anche non piacere, ma di cui si deve prendere atto.
L’avvento di Renzi ha modificato la fisionomia del centro sinistra, del Pd e ha impresso al quadro politico un’accelerazione che sembra cogliere la domanda di cambiamento presente nella società italiana. Il centro destra si è frammentato e la crisi di Forza Italia sembra andare bel oltre il declino berlusconiano. Altre forze politiche sono emerse e sono oggi presenti sulla scena. L’insieme dei mutamenti che tendono verso un nuovo bipolarismo, ha messo definitivamente in crisi l’ipotesi centrista classica. Lo schema degasperiano, in cui avevamo creduto e sul quale ci siamo impegnati, di un “centro che guarda a sinistra” è stato stravolto e demolito.
Il confronto politico e quello elettorale non si sono ancora assestati su un modello bipolare in cui la competizione per il governo sia tra centro sinistra e centro destro, ancora una volta si è prodotta una situazione anomala e il confronto attuale sta centrandosi su uno schema tripolare. Le forze in campo sono molte di più ma il gioco politico è oggi centrato su tre forze, anche se questo non sarà lo schema definitivo e passeggero nel breve periodo.
Ci troviamo a fare i conti con un tripolarismo imperfetto in cui uno dei tre poli, il più radicale (M5S) persegue una strategia anti-sistema, come ben evidenzia l’uso di un linguaggio violento e irrispettoso di tutto e di tutti.
Recenti sondaggi danno al movimento di Grillo con un consenso superiore a quello di Forza Italia, se questa tendenza dovesse consolidarsi con il voto, il nostro sistema politico e democratico sarebbero sottoposti a forti torsioni e a una contrazione della prospettiva europea. Per questo le elezioni europee sono un passaggio importante per l’Italia più che per i singoli partiti.
Il tripolarismo va comunque affrontato con chiarezza e con idee nuove. Non si può fare finta che nulla stia accadendo. Molti dei propositi che hanno orientato la nostra azione politica devono essere riformulati e tenere conto che siamo entrando nella fase post-berlusconiana e la competizione a tre si snoda su temi e prospettive essenziali per il futuro.
E’ partendo da queste valutazioni che emerge il dovere, per storia e idealità, di collocarci con l’area più europeista e che oggi è rappresentata dal centro sinistra. Il Paese non può correre delle avventure.
Tra le amiche e gli amici sono presenti perplessità e dubbi su quest’orientamento, ma ci si deve chiedere se oggi sono possibili altre scelte.
Inoltre, avendo la consapevolezza che in questa fase storica non è riproponibile la presenza di una forza partitica d’ispirazione, ci si deve chiedere se questo pensiero e questa ricerca debba essere onnubilata o se non è utile al Paese che sia riproposto all’interno dell’area di centro sinistra e nel rapporto di collaborazione con il Pd. Non possibile, per la storia di molti di noi, consegnare la rappresentanza del pensiero politico d’ispirazione cristiana solo al centro destra, sia pure nuovo. Va anche tenuto presente che il magistero di Papa Francesco avrà delle ricadute sull’impegno sociale e politico dei credenti. In questi mesi si è cercato di realizzare un rapporto con altre associazioni che condividono i nostri propositi.
La presenza nel dibattito politico di un pensiero laico e cristianamente ispirato è comunque necessaria per mantenere un carattere umanistico e sociale alla nostra democrazia. Non si possono sottovalutare i rischi di una proposta molto pragmatica che si collega al desiderio di cambiamento che circola nel Paese e che potrebbe anche determinare il rischio di una democrazia a bassa intensità, di una società che tolleri livelli di povertà o di riduzione delle garanzie sociali lasciando, con la giustificazione della crisi economica e della disoccupazione, affermare la logica del “meno peggio”. L’agire politico non può essere piegato a una cultura politica che giochi al “tutto o niente”, in cui tutte le questioni opinabili, discutibili, negoziabili o persino modificabili sono trattate come se l’esistenza stessa del paese dipendesse da esse. C’è bisogno contribuire alla definizione di un progetto strategico di sviluppo, di democrazia partecipativa e sociale.
Come movimento e persone animate da un profondo spirito civico siamo davanti a un tornante che obbliga a fare delle scelte. E’ arrivato il momento di ripensare la Rosa per l’Italia, partendo dalla convinzione che una fase del nostro impegno e della nostra proposta politica è terminata in virtù del mutarsi della situazione politica. Abbiamo speso energie e forza per costruire, con altri, una posizione centrista che fosse innovativa e contrastasse un bipolarismo basato sulle forzature muscolari e per realizzare a un nuovo soggetto politico d’ispirazione cristiana. Non ci è stato possibile per molte ragioni, ma la ragione strutturale si pone oltre le volontà e le furbizie dei compagni di viaggio: l’avvento del Governo Monti prima, e poi l’affermazione della proposta di Renzi coniugata al tramonto di Berlusconi ha mutato il quadro entro cui operare.
Siamo chiamati dalla contingenza storica a valutare come valorizzare la nostra collocazione nel centro sinistra decisa nell’Assemblea di Assisi nel novembre del 2011 e confermata in successivi incontri.
Poiché l’attuale dialettica politica sembra non basarsi più su sinistra, centro, destra ma su conservazione e innovazione, ed essendo naturalmente dalla parte dell’innovazione e non di quella neo-liberista e libertina che sembra ampliare gli spazi, bisogna fare uno sforzo perché l’innovazione abbia un supplemento d’anima, non abbandoni i tratti dell’umanesimo e del sociale.
La nuova Rosa deve avere un nuovo approccio al cambiamento:
• Avere capacità creativa;
• Puntare verso una dimensione sociale e politica orientata su un progetto di ecologia umana, vita sobria e giusta nel rispetto dei diritti fondamentali per tutti e una nuova distribuzione della ricchezza, del lavoro e del sapere.
• Sostenere l’incontro tra le forze della società disposte a intrecciare la loro soggettività con una prospettiva politica.
Ora dobbiamo valutare se si è in grado di:
• Resistere al decadimento delle nostre società, agli eccessi della globalizzazione, alla crescita delle disuguaglianze e della corruzione.
• Di rinnovare la nostra dirigenza.
• Di autofinanziarci.
In questi giorni, in diversi comuni, gli amici hanno fatto accordi con il Pd o presentato liste autonome per le prossime elezioni amministrative.
Nel frattempo si è tenuto un incontro con il Vice segretario nazionale del Pd per verificare se potevano esistere spazi per una cooperazione rafforzata con il nostro movimento.
Per esaminare l’insieme delle problematiche e prima di assumere decisioni definitive, è opportuno un incontro tra di noi. La concomitanza del periodo pasquale, della santificazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II e la Festa del primo maggio, obbliga a prevedere l’incontro nella prima decade di maggio. Per questioni logistiche sarebbe utile avere un quadro delle presenze. Si chiede di intervenire su quanto esplicitato in questa nota scrivendo a: savinopezzotta@savinopezzotta.it.

Con amicizia
SAVINO PEZZOTTA

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Incontro ROSA PER L’ITALIA e PARTITO DEMOCRATICO

ROMA, 11 APR – Il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, ha incontrato oggi, presso la sede nazionale del Partito democratico, una delegazione del movimento politico «La Rosa per l’Italia» composta da Savino Pezzotta, Alberto Mattioli e Roberto Bartoloni. L’incontro, che ha avuto al centro l’analisi dell’attuale situazione del Paese, è servito per definire un percorso comune di confronto continuativo sui principali temi di attualità politica, anche in previsione delle prossime elezioni europee.(ANSA).

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Le verità di Renzi, sfide ai cittadini – di Savino Pezzotta (pubblicato su Eco di Bergamo 10 aprile 2014)

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha illustrato, senza sfavillii, i contenuti del Documento di economia e finanza approvato dal Consiglio dei Ministri dell’8 aprile. La tabella di marcia è stata rispettata. Un Def che, nell’affrontare alcuni temi, rivela che le difficoltà della nostra economia si trascineranno anche negli anni futuri. Infatti, sono tagliate le stime di crescita del Paese e si rivede al rialzo il deficit, destinato, tuttavia, a restare ampiamente sotto il tetto del 3% del Pil imposto dall’Unione europea. Da un punto di vista generale è un’operazione di verità di cui il Paese aveva bisogno.

Continua… >

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